domenica 21 giugno 2020

MADONNA DEL PIUMIN




UNA PROPOSTA PER UN'ESCURSIONE SUI MONTI DEL BIELLESE:
VALLE DELL'ELVO

Madonna del Piumin - Cammale

Francesco Barbera, detto Sandrun, nasce a Sordevolo nel 1927 e muore, a soli 43 anni, nel 1970, praticamente misconosciuto . Tra le sue opere, una statua della Madonna, in creta di Ronco, realizzata negli anni sessanta e praticamente dimenticata in uno scantinato...


FRANCESCO BARBERA  ( SANDRUN )


COMMENTI

Bella e piacevole escursione che si svolge a bassa quota e quindi percorribile anche in inverno. Molto belle le viste sul Monte Mucrone e sulla testata della Valle Elvo. Da segnalare Bagneri e la sua chiesetta. L'escursione può essere tranquillamente conclusa alla Madonna del Piumin, il proseguimento a Cammale rappresenta solo la possibilità di ampliare le viste sul Mucrone e sulla valle Elvo e per trovare ampi pascoli per il relax.

ACCESSO AUTOMOBILISTICO

All'ingresso di Biella si prende a sinistra la tangenziale ed in poco tempo di arriva ad Occhieppo Inferiore, si svolta a destra per Occhieppo Superiore, lo si oltrepassa fino a trovare le indicazioni per Sordevolo. Entrati in Sordevolo si passa nel paese fino a giungere in corrispondenza di un bivio, dove un paletto indicatore (segnavia C51) invita a prendere la via di sinistra. Si parcheggia l'auto nei parcheggi che si trovano poco oltre.



MADONNA DEL PIUMIN

DESCRIZIONE DELL’ITINERARIO

Parcheggiata l'auto si prosegue per breve sull'asfalto fino a quando questo termina, qui si prende a destra una stradina sterrata che inizia subito a perdere quota; la via si restringe dopo breve a diventare mulattiera fino ad arrivare al fondovalle dell' Elvo, che si oltrepassa sul ponte Ambrosetti (figura 1), ponte risalente al 1842. Passato il ponte la mulattiera, ottimamente lastricata, inizia a prendere quota all'interno del bosco con una serie di risvolti. In poco compare alla vista il Monte Mucrone, che dominerà la vista per la maggior parte dell'escursione. La mulattiera sbuca poi direttamente sull'asfalto della strada per Banieri, qui si svolta a destra e si segue la strada che risale la valle a pendenza moderata regalando belle viste verso la pianura (figura 2) e sulla testata della valle (figura 3). Si segue la strada fino a giungere in corrispondenza delle prime case di Bagneri dove una bella indicazione intagliata nel legno (figura 4) ci invita a prendere la via acciottolata che in breve porta sul sagrato della piccola chiesa di Bagneri (figura 5). Si passa davanti alla chiesa e si prende a sinistra il sentiero che passa a fianco della chiesa (figura 6), si continua a salire per breve tempo fino a giungere al piccolo piazzale ove sorge la Madonna del Piumin, realizzata per fusione bronzea (figura 7). Dalla Madonna del Piumin si riprende il sentiero e si sbuca sul Tracciolino, si inizia a seguire quest'ultimo verso destra, in breve la via diviene asfaltata. Dopo una breve salita, si deve porre attenzione ad individuare il sentiero che si stacca dalla strada in direzione opposta alla direzione da cui si proviene. Il sentiero, segnato con il segnavia C1, sale con una serie di risvolti nel bosco, fino ad uscire dal bosco. Qui il sentiero perde la sua evidenza, ma basta seguire un muretto a secco lungo la linea di massima pendenza ed in poco tempo si perviene a Cammale (figura 8) da cui si possono godere ottimi panorami sul Mucrone (figura 9) ed alta Valle Elvo (figura 10). Appena usciti dal bosco si può prendere a sinistra, seguendo il versante, raggiungendo un piccolo alpeggio ormai diroccato (figure 11, 12). https://www.biellaclub.it/turismo/escursioni/piumin/piumin.php

venerdì 19 giugno 2020

IL CASTELLO DI ZUMAGLIA il castello del Brich


Zumaglia, il castello del Brich tra storia e leggenda




Nel cuore di un territorio tutto da scoprire, il Biellese, si susseguono borghi, tradizioni e luoghi dal fascino d’altri tempi. Uno di essi è certamente il castello del Brich di Zumaglia, un maniero tutto sommato recente, edificato sulle rovine di un precedente castello andato distrutto nel corso dei secoli.
Tra storie e leggende d’altri tempi, sui pendii del Brich ancora aleggia l’atmosfera di racconti spesso incredibili, spesso frutto della tradizione popolare o anche legati alle vicissitudini delle quali questo colle è stato il palcoscenico.

Storie e leggende del Brich di Zumaglia



Se avrai la fortuna di visitare il Brich durante il periodo estivo, o comunque in occasione di una delle varie manifestazioni che vengono organizzate intorno al castello, non mancherà occasione di conoscere alcuni dei personaggi più curiosi che tengono vive le storie locali.
I volontari delle Pro Loco di Zumaglia o di Ronco Biellese (i due comuni che condividono la riserva naturale di cui il Brich fa parte) e i ragazzi della compagnia teatrale biellese ARS Teatrando, sono ormai esperti nell’intrattenere i visitatori e rendere ancora più interessante la già bella visita della collina del Brich.
Facente parte del territorio di Zumaglia, il castello fu un tempo una roccaforte del dominio dei Ferrero Fieschi, famiglia nobile che talvolta non perdeva occasione di vessare il popolo. Alcuni dei membri di questa famiglia risaltano nella storia del Brich, come il principe Filiberto, particolarmente tiranno e crudele, al punto che ancora oggi si narra che il suo spirito usi correre selvaggiamente nella boscaglia con sembianze di un caprone.
Non mancano poi le storie positive, quelle che rendono un po’ più fiabesco e romanzato questo luogo che, sconosciuto a molti, è pronto a stupire tutti coloro che lo vogliano scoprire.
Insomma il Brich di Zumaglia ti aspetta per una gita nella natura e, se sarai fortunato, anche per una passeggiata nella leggenda.






mercoledì 17 aprile 2019

IMPRENDITORI LUNGIMIRANTI -


VISITATE IL BIELLESE -

Imprenditori Lungimiranti .

CARLO TROSSI E FELICE
ERMENEGILDO ZEGNA
GIOVANNI PIACENZA
POMA cotonificio Miagliano
GIOVANNI REDA e FIGLIO
GIORGIO AIAZZONE
LUIGI BOTTO
QUINTINO SELLA


...e sicuramente ne ho dimenticati molti ......


ERMENEGILDO ZGNA




La gente del BIELLESE ......laboriosa ,caparbia, deteminata,orgogliosa ....ha da sempre collaborato con le iniziative lavorative di questi imprenditori Lungimiranti , che hanno saputo creare ricchezza e anche distribuirla .


INAUGURAZIONE STRADA TROSSI




Ma non solo .........hanno anche saputo anticipare i tempi e
creare servizi intorno al Lavoro .....perchè sapevano che dovevano creare Serenità e Tranquillità alle Famiglie delle proprie Maestranze


VILLAGGI RIVETTI E TROSSI - VIGLIANO
.
E creavano intorno ai propri stabilimenti Villagi Abitativi , il primo
a fine ottocento a Miagliano dal Cotonificio POMA ....poi a Vigliano con i Villaggi TROSSI E RIVETTI ed in Valsessera con gli ZEGNA i BOTTO i REDA ecc .




E che dire della creazione della Burcina aperta a TUTTI , nata dalla Passione di Giovanni Piacenza , e della Panoramica ZEGNA di ERMENEGILDO ....VERI SPETTACOLI DELLA NATURA .

Dei RIVETTI con donazioni come La Piscina e la Palestra di Biella , più ville oggi sedi di prestigiose Fondazioni come il Fondo TEMPIA .


VILLAGGIO TROSSI - VIGLIANO





I SELLA con Rifugi Montani distribuiti in tutto il nord Italia .....e cospique donazioni per Servizi ai cittadini .
QUINTINO SELLA


PALESTRA E PISCINA RIVETTI - BIELLA
PISCINA RIVETTI
Non ultimo il più giovane GIORGIO AIAZZONE che con il suo particolare Marketing ha fatto conoscere BIELLA in tutta Italia e non solo .


GILDO ZEGNA
STRADA TROSSI ....le prime auto
MIAGLIANO - VILLAGGIO

martedì 16 aprile 2019

VISITATE IL BIELLESE - CARTINA VERDE - LE SUE VALLI .










BUNGEE JUMPING - VEGLIO - biella





Il ponte Colossus.
Un salto emozionante da 152 metri di altezza per sfidare l’accelerazione di gravità.
Il salto con l’elastico – Bungee Jumping – è una versione moderna di un rituale molto antico, il Gkol (o Naghol) nato nella lontana Oceania.

Il Bungee Center Veglio, attivo dal 1995, a circa un’ora da Milano e Torino, è conosciuto in tutto il mondo come un vero Bungee cult site.

La prenotazione è sempre obbligatoria! Puoi prenotare un salto per te, per un gruppo di amici o come regalo per una ricorrenza speciale! Riceverai via email la conferma della tua prenotazione, le istruzioni di pagamento e l’appuntamento per il tuo salto.
ATTENZIONE! La prenotazione dev’essere fatta con almeno 3 giorni di anticipo dalla data prescelta.

telefono per info     39 - 015702488

domenica 14 aprile 2019

VISITATE IL BIELLESE , 13 MOTIVI




                                  VISITATE IL BIELLESE 

                   13 VALIDI MOTIVI






ABBIAMO GIRATO IL MONDO MA SIAMO SEMPRE RITORNATI IN QUESTO TERRITORIO DA FAVOLA .



VIENI A TROVARCI SARAI IL NOSTRO PRINCIPE LA NOSTRA PRINCIPESSA .

1  - Abbiamo oro nei Torrenti .



2  - Abbiamo l'acqua + leggera d'Europa.
3  - Abbiamo il Santuario Mariano + famoso delle Alpi.


4  - Abbiamo i Parchi Floreali + grandi in Europa



5  - Abbiamo i Tessuti + Belli al Mondo



6  - Abbiamo Vini Pregiati




7  -Abbiamo Palazzi Reali , Ricetti e Castelli Medioevale .



8   -Abbiamo Salumi e Cibi sani





9  -Abbiamo Montagne da scoprire con i suoi sentieri



10  - Abbiamo Laghi Alpini e funivie



11  - Abbiamo una Savana in Pianura, la Baraggia .



12 -- Abbiamo le Cicogne e Amiamo gli Animali



13  - Abbiamo quasi 40 Musei  .




Benvenuti nella Storia e nella Cultura di una Favola Moderna .











LA BURCINA - RITROVAMENTI CELTICI -



ARCHEOLOGIA NEL PARCO DELLA BURCINA


I primi ritrovamenti di materiale protostorico sul colle della Burcina risalgono alla fine degli anni Cinquanta del secolo scorso, e precisamente al 1959: in quell’anno, durante i lavori di scavo per realizzare un piccolo parcheggio sulla cima della collina, venne alla luce una struttura in pietra che fece ipotizzare la presenza di un castelliere gallico risalente al periodo compreso tra la fine del V e l’inizio del IV secolo a. C.; ulteriori scoperte di reperti archeologici si ebbero nel biennio 1967 – 1969.




Alcuni esemplari ceramici permettono di datare agli inizi dell’età del Bronzo (2200 – 900 a.C.) i primi insediamenti sul colle della Burcina e denotano influenze elvetiche transalpine nel Biellese.
Durante la media età del Bronzo (1700 – 1350 a. C.) la crescente importanza assunta dai villaggi lacustri di Viverone, caratterizzati da una notevole produzione metallurgica, provocò una temporanea fase di abbandono dei villaggi sulla Burcina, la quale però nella successiva età del Bronzo recente (1350 – 1200 a.C.) divenne il centro più rappresentativo del territorio, come testimoniano gli esemplari ceramici (frammenti di biconici a superficie nera lucida, tazze carenate, olle decorate a polpastrello) riconducibili alla cultura di Canegrate.



Si ipotizza la presenza di un villaggio disposto su terrazzamenti naturali e artificiali per tutto il periodo compreso tra la fine dell’età del Bronzo (XII –X sec. a.C) e la prima età del Ferro (IX – V sec. a.C.); la ceramica rinvenuta è riconducibile alla cultura protoceltica piemontese – lombarda di Golasecca.




La costruzione in pietra emersa nel 1959 (di cui è tuttora visibile una parte, il cosiddetto "silos") a lungo ritenuta una struttura abitativa, è stata in seguito identificata come un nucleo sepolcrale ad inumazione databile intorno al 450 a. C.; al suo interno sono stati rinvenuti elementi di un corredo funerario.
«Questa eccezionale struttura funeraria – ha scritto Filippo Maria Gambari, della Soprintendenza Beni Archeologici del Piemonte – [… rappresenta] un eccezionale ed emblematico punto fermo nella storia di Biella: poco prima del 450 a.C. le nuove élite dominanti, originarie d’Oltralpe o fortemente influenzate culturalmente dal mondo celtico transalpino […] promuovono lo spostamento dell’abitato, al posto del quale viene collocata una necropoli signorile di alcuni tumuli (non più di 5 o 6), con un evidente richiamo dinastico ad antenati eroizzati».




Lo spostamento degli insediamenti verso il basso creò i presupposti «per il successivo sviluppo di un piccolo nucleo che, senza mai arrivare a dimensioni urbane, evolverà nell’importante centro vicano di Bugella in età romana».


FONTI

  • Maria Ciocchetti, L’abitato storico della Burcina, in Antichità ed arte nel Biellese: Biella, 14 – 15 ottobre 1989, Società piemontese di archeologia e belle arti, 1991