sabato 11 luglio 2020

ANEDDOTO in Valle Cervo - cascata Pianlin -

esempio
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Da Piedicavallo - metri 1050 - si prende il sentiero E41, nei pressi del "Parco delle Ravere",
che costeggia il torrente Cervo fino al ponte di pietra, punto in cui le acque si mescolano con quelle dell'Irogna. La cascata si trova sulla destra, in località Pianlin. Passeggiata.


venerdì 10 luglio 2020

BOJA D'OR . BIELLESE









ANEDDOTO SU PIETRO MICCA E LA MOGLIE

PIETRO MICCA
Un piccolo aneddoto riguardante il Famoso Biellese PIETRO MICCA .
Dopo la sua morte , venne riconosciuta una sorta di pensione alla giovane Vedova che consisteva in due grandi Pagnotte di pane al giorno . La donna priva di altre risorse , utilizzava una pagnotta per il suo sostentamento e scambiava la seconda per acquistare beni di prima necessità o altri alimenti .
Questo tipo di pagnotta , in Piemonte , è ancora oggi chiamato la MICCA di pane , in onore del povero Pietro .

MICCA DI PANE
La donna si risposò ....questa volta con un disertore ..........ebbe un altro figlio , ma non si trasferì mai a vivere a Torino .

MONUMENTO DI PIETRO MICCA ( TORINO )

LE RICETTE DELLA BURSCH .- BIELLESE - VALLE CERVO

LA POLENTA CUNCIA  DEL BIELLESE

La cucina valligiana era molto semplice. I pasti di ogni giorno erano piatti unici: a pranzo polenta con un contorno; alla sera minestra. A colazione si mangiava “scioet” e latte. Durante la fienagione si faceva anche la seconda  colazione, verso le dieci. A merenda una fetta di polenta fredda o una michetta con insalata o un frutto permettevano di colmare il vuoto allo stomaco fino a sera. La merenda, però, a San Michele andava in cielo, perché le giornate si accorciavano e si cenava presto. Gli ingredienti base dei pasti quotidiani erano farina da polenta, riso, castagne; gli altri variavano con il variare delle stagioni e delle possibilità di stalle e pollai. Alla domenica il menu era più ricco. Nelle grandi occasioni i piatti diventavano più elaborati e alcuni richiedevano di essere preparati il giorno prima. Si coltivavano molti ortaggi che si potevano conservare: patate, fagioli, rape, cipolle, carote, zucche e poi biada, noccioli, viti (sposate ai ciliegi) nei luoghi soleggiati, meli e peri. Si raccoglievano erbe per minestre, insalate contorni; mirtilli e more per fare il vino. Il pollaio forniva uova, pollastrelli e qualche gallina vecchia che non depone più uova, ma fa “buon brodo”. Nella stalla una o due mucche, oppure le capre provvedevano a latte e derivati. Qualcuno allevava il maiale, qualcuno i conigli. L’olio si estraeva dai gherigli delle noci. L’aceto (meistra) si otteneva mettendo a macerare un’erba dal sapore piccante nel siero del latte. Il caglio si preparava in casa utilizzando la membrana interna dallo stomaco dei vitelli. Il caffè si ricavava dalle ghiande tostate, lo zucchero dalle api. Dalle colline biellesi arrivava il vino      

SE VUOI VEDERE LE 100 RICETTE VAI  .https://altavallecervo.wordpress.com/materiale/vecchie-ricette-nella-bursch/

mercoledì 8 luglio 2020

CERVI - VOLPI - MARMOTTE - ecc.



http://www.oasizegna.com/it/fotogallery/Cervi-e-volpi-gli-abitanti-dellOasi-Zegna_78.html

CERVI E VOLPI, GLI ABITANTI DELL'OASI ZEGNA

GLI ESSERI UMANI IN CASA E GLI ANIMALI CHE SI RIAPPROPRIANO DEI TERRITORI. IN QUESTE SETTIMANE DI LOCKDOWN SONO COMUNI IMMAGINI COME QUELLE SCATTATE A LUPI E CAPRIOLI NELLE STRADE DEI PAESI IN ABRUZZO, DI DELFINI NEL PORTO DI CAGLIARI E TRIESTE, DI LEPRI E CIGNI NELL'AREA DI MILANO. NEL TERRITORIO INCONTAMINATO DELL'OASI ZEGNA, INVECE, NON È UN FATTO STRAORDINARIO VEDERE CERVI, MARMOTTE, AQUILE E VOLPI MUOVERSI LIBERAMENTE, ABITUATI ALLA PRESENZA DEGLI UMANI. SONO LORO, INFATTI, I VERI ABITANTI DI QUESTI TERRITORI CHE CONDIVIDONO CON NUTRITE RAPPRESENTANZE DEL MONDO VEGETALE, GINESTRE, LARICI, ABETI, FAGGI E PRIMULE. STEFANO RAMELLA HA FOTOGRAFATO PER QUESTA GALLERY I PROTAGONISTI DELL'OASI ZEGNA


VOLPI

INSETTI