domenica 5 luglio 2020

BAGNERI - Muzzano - Graglia

BAGNERI DALL'ALTO

  • una piccola frazione del Comune di Muzzano, in  Valle Elvo
  • con i suoi 25 abitanti, uno tra i piu' alti centri abitati permanenti del biellese (altezza mt. 904, alla chiesa);
  • la piu' piccola Parrocchia del Biellese, come abitanti, ma una delle più grandi per estensione (dalle cascine sopra Muzzano e Graglia sale fino alle Salvine e al Monbarone);
  • un luogo amato e conosciuto da ragazzi e adulti, scout  e studenti, escursionisti e visitatori, che hanno scoperto e imparato a conoscere questo angolo della montagna biellese.
la casa con l'affresco della Madonna, al centro del borgo
Cosa trovo a Bagneri?
Per chi si avvicina con curiosita' e rispetto per le persone e per la natura, sono numerose le possibilita' e gli spunti per scoprire e vivere:
il borgo di Bagneri, con i suoi abitanti e le cascine, con la Parrocchia, la Casa Scout, la Casa di spiritualita', la Madonna del Piumin e gli altri  spazi all'aperto predisposti per il raccoglimento e la preghiera comunitaria....
interno dell'antica falegnameria...ancora il borgo, con le sue fontane, le due graa, l'antica falegnameria e la cellula dell'ecomuseo dedicato alla civiltà montanara...



... il suo paesaggio di prati e boschi con le numerose passeggiate ed escursioni, che fanno di Bagneri un luogo privilegiato dove salire per staccarsi dalla città e dove ritrovare Dio e le altre persone in ambiente di grande bellezza e serenità.
passeggiate nei sentieri tra boschi e prati



...incontrare gli abitanti e riscoprire le tradizioni e la laboriosita' dei montanari, ma anche la bellezza della natura creata da Dio e modellata dal lavoro dell'uomo, il silenzio delle stelle e l'operosità di chi è impegnato perchè Bagneri continui a vivere.


le tome di alpeggio vengono fatte maturare in locali freschi e umidi

... riscoprire i prodotti tipici locali (si possono anche acquistare direttamente nelle cascine), conoscere le tradizioni per prepararli, le ricette e le usanze alimentari della montagna.
...partecipare, insieme ai residenti e agli Amici di Bagneri, a qualcuna delle feste ed iniziative che contribuiscono a rafforzare i legami della comunita' e a farla incontrare con chi sale a Bagneri dalla valle o dalle citta'.

la Casa Scout possibilità di accoglienza e ospitalita' alla casa scout.





ITINERARI DA BIELLA E COSSATO

UNA VISITA A BAGNERI RISERVA MOLTE ALTRE SORPRESE .

PER ESEMPIO POTETE VISITARE LO STUDIO  ( ALLA DOMENICA O SU APPUNTAMENTO )  DELLA SCULTRICE  CECILIA MARTIN BIRSA .

I LAVORI DELL'ARTISTA CECILIA MARTIN BIRSA

LA MADONNA NERA DI OROPA

LE SCULTURE FATTE CON LE PIETRE DELL'ELVO

L'ARTISTA NEL SUO ATELIER ..PRESENTE ALLA DOMENICA

E CON UNA COMODA PASSEGGIATA POTRETE INCONTRARE LA MADONNA DEL PIUMIN ....DELL'ARTISTA BIELLESE    SANDRUN .....

LA MADONNA DEL PIUMIN OPERA DEL SANDRUN

Sei rimasta per sempre fanciulla
e ci consola vederti nell'aspra terra
dove così breve è la giovinezza
e si diventa presto alberi pieni di crepe
che faticano a dar frutto.
Ma anche le tue mani bianche
lavarono panni alla fontana
e ti spezzò il cuore la morte del Figlio.
Per questo facciamo posto a te
e a Lui, consapevole del dolore
ma pronto a far festa.
Gli dicesti di colmare i bicchieri vuoti.
Lo vedesti morire:
come le nostre madri
nel composto dolore della razza montanara.
Sei, con esse, nel nostro cuore.
Benvenuta, Maria!.



Questa preghiera di Giuseppina Fiorina Simonetti e' stata composta in occasione della inaugurazione della statua della Madonna del Piumin, domenica 8 ottobre 2000 in una giornata senza una nuvola in cielo.
Francesco Barbera, il SandrunGli Amici del Piumin hanno scelto Bagneri come luogo significativo (l'autore Francesco Barbera detto Sandrun era nato a Sordevolo) e particolarmente adatto a questa statua in bronzo alta 2,5 metri.
Ma chi era il Sandrun, e come la statua e' stata realizzata e portata a Bagneri?
Francesco Barbera, detto Sandrun, gli Amici del Piumin, la Madonna del Piumin
Francesco Barbera, detto Sandrun, nasce a Sordevolo nel 1927 e muore, a soli 43 anni, nel 1970, praticamente misconosciuto . Tra le sue opere, una statua della Madonna, in creta di Ronco, realizzata negli anni sessnta e praticamente dimenticata in uno scantinato...
i ragazzi del piumin al lavoro con lo scultoreIl Gruppo Escursionistico 'l Piumin (il nome richiama il fiorellino bianco che nasce sui monti), nato nell'ambito dell'Oratorio S. Stefano di Biella nel 1956, negli anni '60 matura l'idea di  realizzare una statua della Madonna da portare sui monti, magari sul Mars, la vetta piu' alta della catena biellese; i ragazzi hanno idee chiare, su come volevano la Madonna: alta, bella, capace di suggerire tenerezza materna e spiritualita'. "Una Madonna pregabile non solo per voi, ma per tutti", avrebbe detto poi il Sandrun.
Il progetto  prende forma con l'incontro con il giovane scultore, capace di fare cose straordinarie; i ragazzi di impegnano per consentire l'avvio dei lavori, si autotassano, cercano finanziatori; e l'opera comincia, con il loro impengo diretto: servono 15 quintali di creta di Ronco, che lo scultore usa per rivestire l'armatura di metallo che sostiene la statua. La statua prende forma, il corpo avvolto dal grande manto, il volto bellissimo, assorto e dolce, il viso sorridente, le mani esili, affusolate. Dall'originale in creta si passa al calco in gesso: nasce la Madonna del Piumin, ma l'opera a quel punto resta sospesa; finiscono i soldi, i tempi si fanno piu' difficili (si era all'inizio degli anni '70), il gruppo del Piumin nel 73 si scioglie, la statua (Sandrun e' morto nel 1970) resta quasi abbandonata nel buio di un garage.
la statua in gesso originale, oggi nel Duomo di BiellaTrascorrono quasi trenta anni ... ma alcuni anni fa, qualcuno tra i componenti di quello che era stato, negli anni 50 e 60,  il Gruppo Escursionistico detto del Piumin, si ricorda della statua, e matura l'idea di portare a compimento l'opera, realizzando la statua e collocandola in un luogo adeguato. Tra i promotori della riscoperta della Madonna c'e'  un ex-presidene del Piumin, Gianfranco Bini, oggi affermato fotografo e autore, con i suoi collaboratori, di splendidi volumi che raccontano del suo attaccamento alla montagna biellese e alle sue genti: e proprio Bagneri e la Valle Elvo sono tra i luoghi sempre frequentati da Bini, che ne ha ritratto volti e storie e lasciato bellissime immagini.
Dunque: Sordevolo e' il paese del Sandrun; da Bagneri, la vista spazia proprio su Sordevolo, appena sotto, e su tutta la Valle Elvo e il Biellese; gli Amici del Piumin propongono di collocare la statuta a Bagneri e individuano il posto adatto, d'accordo con padre Luciano (parroco di Bagneri e di Sordevolo): un pianetto nel bosco, a monte della Chiesa parrocchiale e alle spalle della Casa di preghiera, facilmente raggiungibile dalla mulattiera che scende dallo spiazzo-parcheggio sul Tracciolino verso la chiesa.
Si tratta di realizzare la statua e trovare i finanziamenti: oltre al contributo di molti privati, e' fondamentale la disponibilita' della Fondazione Cassa di Risparmio di Biella, che finanzia significativamente il progetto consentendone il compimento.
un particolare del volto della Madonna del PiuminDall'originale in creta, nel 2000 vengono realizzate 2 fusioni in bronzo: una collocata a Bagneri, la seconda a Biella, nel giardino accanto a Villa Poma (Via Gramsci angolo Via Garibaldi) dove ha sede la Fondazione Cassa di Risparmio di Biella che ha finanziato il progetto. La statua originale in gesso e' collocata nel Duomo di Biella, nella prima cappella a sinistra dell'ingresso, con l'ipotesi che venga successivamente trasferita alla chiesa del nuovo ospedale attualmente in costruzione.
L'opera del Sandrun racchiude sintesi, semplicita' e raffinatezza, in uno stile tra il classico e il medioevale con forti richiami alla Grecia antica: sembra infatti nascere da un fiore di loto o da una conchiglia, quasi a significare - come afferma una giornalista biellese - la libera creativita' dell'artista. Per altri, il manto avvolgente della Madonna, dal volto giovane e sereno, richiama la maternita' e la protezione che Maria offre, anche in questa rappresentazione, a quanti si rivolgono a Lei con fede.
La Madonna del Piumin e' stata quindi inaugurata, come abbiamo gia' detto, nell'Anno del Giubileo, l'8 ottobre 2000 , e tutti gli anni, nello stesso periodo (tra settembre e ottobre) gli Amici del Piumin ripropongono la Festa annuale della  Madonna del Piumin (per la data e altre informazioni consultare la pagina COSA FARE A BAGNERI ==> CALENDARIO DELLE INIZIATIVE).

Abbiamo cosi' concluso, senza pretesa di completezza, il nostro giro intorno per rispondere alla domanda: COSA TROVO A BAGNERI?. Abbiamo osservato il borgo e le cascine, riscoprendone la storia, abbiamo visto l'ecomuseo, la casa scout, la casa di preghiera e la Madonna del Piumin: ma questi luoghi sono vivi per le persone che li fanno vivere , gli abitanti e coloro che animano le varie iniziative; persone e volti che presentiamo nella seconda sezione del sito, che vuole rispondere alla domanda CHI INCONTRO A BAGNERI? Vi invitiamo quindi a continuare il nostro tour virtuale, proponendovi pero' soprattutto di venire di persona a conoscere le persone .








RISERVE DI CACCIA



RISERVA DI CACCIA - LA BARAGGIA -


Il nostro obiettivo è creare uno dei punti di incontro venatori più grandi d'Italia e rivalutare la caccia nella nostra nazione che non ha nulla da invidiare al resto del mondo.
Siamo stati cresciuti da cacciatori e lo siamo diventati, rimanendo così legati a questa stupenda tradizione ed è per noi un'immenso onore poterla trasmettere a voi attraverso le nostre capacità.
Crediamo fortemente nei valori di questa antica tradizione e facciamo il possibile finché rimanga viva nelle nuove generazioni e possa donargli grandi emozioni 
In un meraviglioso habitat costituito da radure spontanee di baraggia, boschi di betulla, pioppeti e incolti naturali, vengono immessi e ripopolati animali stupendi come fagiani, starne e pernici rosse, che i nostri clienti, attraverso permessi giornalieri possono cacciare tutto l'anno. 
Frequentissimo è l'incontro con la mini-lepre che conta una notevolissima popolazione all'interno della riserva.​ 
Inoltre dal periodo primaverile, prati permanenti, coltivazioni di soia, girasole e stoppie a basso stelo, consentono ai nostri clienti di addestrare, con lo sparo, i loro cani anche su quaglie selvatiche e prepararli tenendoli in allenamento fino all'apertura. 
Tutto questo in compagnia di noti ed esperti dresseur che allenano cani (inglesi e continentali) provenienti dai più prestigiosi e famosi allevamenti d'Italia. 
Il territorio della riserva, geograficamente posizionato ai piedi della montagna in zone precollinari è da considerarsi estremamente interessante per le rotte di passo riguardanti il flusso migratorio.  
Nel periodo autunnale infatti è garantito un'importante transito del tordo bottaccio, sassello, cesena e allodola, quest'ultima purtroppo da qualche anno non consentita in Piemonte. 
L'azienda da la possibilità ai suoi clienti di cacciare tale migratoria consentita in appostamenti temporanei collocati ai bordi di zone boschive, in terreni di stoppie e risaie tagliate che, grazie alla pastura presente, garantiscono una presenza significativa di tali migratori! 
La riserva dispone di ampie zone umide nelle quali viene praticata la caccia ad anatidi e trampolieri. In tali territori vengono attrezzate tese per l'aspetto serale agli acquatici e vasti territori di stoppie e risaie per la caccia al beccaccino.
​Infine, ma non per ultimo, è molto frequente l'incontro con la "regina del bosco" sua maestà la beccaccia! 
Per la caccia agli ungulati (capriolo, cinghiale e cervo) da noi viene fatta in selezione da altana. 
Come da regolamento regionale non sono concessi recinti chiusi pertanto gli ungulati cacciabili sono animali assolutamente selvatici. 
In riserva sono state predisposte una decina di altane adiacenti alle zone boschive e di passaggio davanti ad ampie radure che vengono quotidianamente monitorate dai nostri selecontrollori. 
Da qui vengono fatti gli aspetti all'alba e al tramonto. 
Inoltre offriamo gratuitamente il servizio di preparazione dell'animale.

Caratteristiche della riserva di caccia

  • TIPOLOGIA - Agrituristico Venatoria
  • DIMENSIONE - 6.000 ettari
  • ALTIMETRIA - da 300 m slm sino a 500 m slm
  • TERRITORIO - E' costituito un meraviglioso habitat ove radure spontanee di baraggia - la tipica steppa biellese, si alternano a boschi di betulla, pioppeti e incolti naturali, eve vengono immessi con periodicità i galliformi. Il territorio de La baraggia è per larga parte pianeggiante ma esistono anche rilievi collinari ai piedi della montagna particolarmente attrattivi per la fauna migratoria e popolati da un gran numero di ungulati. Nella parte pianeggiante esistono aree umide ove l'azienda permette la caccia a trampolieri e anatidi.

POESIA PIEMONTE - BIELLA -



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Secondo lo studio Piemonte Sviluppo Turismo, della Regione, «la spesa procapite giornaliera dei turisti nella Biella degli outlet è di 250 euro, contro i 180 euro delle Langhe e i 100 euro medi a livello regionale». Un turismo – dice lo studio – di fascia alta con forte componente straniera.


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sabato 4 luglio 2020

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UN VIAGGIO IN 10 TAPPE LUNGO LA PANORAMICA ZEGNA. CHE FESTEGGIA 80 ANNI



DA TRIVERO ALLA VALLE CERVO, I RIFUGI E I PAESI, I PUNTI PANORAMICI E I SENTERI PIÙ BELLI LUNGO LA STRADA COSTRUITA DA ERMENEGILDO ZEGNA




Compie 80 anni la Panoramica Zegna. Una strada di montagna che da sola vale il viaggio, e non solo per gli affacci mozzafiato sulla Pianura Padana e sull’Alta Valsessera. O per le bellezze naturalistiche che si scoprono percorrendo i suoi 26 km, dal Biellese Orientale alla Valle Cervo. Ma anche per la sua storia. Questa via di collegamento fatta costruire negli anni tra le due guerre da Ermenegildo Zegna per “far vivere la montagna sopra Trivero” è stata il primo, fondamentale passo verso la realizzazione di quel grande, rivoluzionario progetto di valorizzazione del territorio e salvaguardia ambientale che è all’origine dell’area protetta dell’Oasi. Ancora oggi il miglior modo migliore per visitare il parco è proprio percorrere la Panoramica in auto, o in moto: ecco 10 tappe consigliate lunglo la strada, per scoprire le attrattive naturalistiche e culturali del nostro territorio. 

1 CASA ZEGNA
A Trivero, porta d’accesso dell’Oasi e punto di partenza della Panoramica, fermatevi a visitare questo centro culturale ed espositivo aperto nel 2003 all'interno del Lanificio Zegna, in una palazzina anni Trenta, parte della casa di famiglia. Tutto l’anno propone un programma di mostre, eventi, laboratori per bambini; in più è la sede dell’archivio storico Ermenegildo Zegna che custodisce al suo interno preziosissimi campionari di tessuto, libri documenti, foto, video: un viaggio in cento anni di storia industriale e imprenditoriale. Info: fondazionezegna.org.  


2 LA CONCA DEI RODODENDRI
Un giardino tra le montagne, un’opera paesaggistica progettata negli anni Cinquanta dall’architetto Pietro Porcinai, ampliata di recente da Paolo Pejrone, dove la natura dà spettacolo ogni primavera. Con un’esplosione di rododendri di diversi colori che hanno guadagnato il titolo di “fioritura più bella d’Italia” e ogni anno, nel mese di maggio, fanno di questa piccola valle che s’incontra al quarto tornante della Panoramica Zegna l’attrazione più visitata dell’Oasi. Dal 2014, la Conca dei Rododendri accoglie un padiglione in acciaio e vetro, opera site specific dell’artista americano Dan Graham realizzato per il progetto di arte pubblica “ALL’APERTO” promosso dalla Fondazione Zegna. Altre 6 installazioni, fra cui le banderuole colorate, di Daniel Buren che sventolano sulle terrazze panoramiche del Lanificio Zegna, si scoprono nelle frazioni di Trivero.

3 SANTUARIO DI SAN BERNARDO: LA PASSEGGIATA CON VISTA STREPITOSA
Al 7 km della Panoramica, poco dopo una chiesetta degli Alpini, s’incontra un sentiero segnalato (7) che sale al Santuario di San Bernardo, in cima al Monte Rubello (oggi chiamato San Bernardo). È una passeggiata facile e piacevolissima, solo mezzora di cammino, in parte all’ombra di una pineta, da fare anche in mountain bike. Il Santuario, è a poco più di 1400 metri di quota, ma sembra di essere sul tetto del mondo con lo sguardo che spazia a 360° dall’Appennino Ligure alle Alpi, alla Pianura Padana. In assoluto, uno dei punti più panoramici di tutta l’Oasi.


Il Santuario di San Bernardo in cima al Monte Rubello

4 VISTA MONTE ROSA 
Proseguendo lungo la Panoramica, ecco un’altra visione spettacolare: la mole imponente del Monte Rosa, che si riconosce dalla Bocchetta di Margosio. Qui, oltre al magnifico panorama, è il luogo ideale per fare una sosta golosa mozzafiato.
5 BIELMONTE
Costruire dal nulla una stazione sciistica. La “montagna dei biellesi”, un luogo dove portare i bambini a sciare. Questo il sogno di Ermenegildo Zegna, all’origine di Bielmonte. Un sogno che si realizzò nel 1957, quando entrarono in funzione i primi impianti, fra cui la seggiovia Monte Marca. A monoposto, è ancora funzionante e sale all’omonimo rifugio a 1620 metri di quota. Il panorama che vi attende sulle terrazza assolata del rifugio è spettacolare, ma un’altra bella sorpresa è la cucina di Elena: fermatevi a pranzo e ordinate le “Sacocce di Fra Dolcino”, una sua specialità. E per tornare a Bielmonte, non abbiate timore di provare il Rolba Run, una pista di bob su rotelle, una discesa di 640 metri, tutta curve, divertentissima alternativa al ritorno in seggiovia. Un’altra idea per pranzare a Bielmonte: l’albergo ristorante Bucaneve, per l’ottima cucina dello chef Ernesto Tonetto, che propone anche piatti di pesce, inediti tra le montagne dell’Oasi. Un'ultima dritta per gli appassionati delle due ruote: allo Chalet Bielmonte si noleggiano le mountain bike, il mezzo più adatto per partire alla scoperta della dell'Alta Valsessera.  

6 L’ALTA VALESESSERA
È l’area più selvaggia dell’Oasi Zegna, abitata da cervi, caprioli (e dal raro coleottero protetto Carabus olympiae), percorsa da sentieri per il trekking e per la mountain bike che conducono ad alpeggi, punti panoramici, siti archeo-metallurgici. Solo a piedi o con le due ruote dalla Valsessera ci si può spingere fino in Valsesia lungo una strada di 20 km che separa   Bocchetto Sessera dall'Alpe di Mera. Il territorio dell’Alta Valsessera rientra inoltre nei confini del Sesia Valgrande Geopark, uno dei 10 geoparchi italiani riconosciuti dall’Unesco: nell’estate 2018, gli appassionati possono esplorare la parte della Valsessera con i geologi e guide naturalistiche dell’Equipe Arc En Ciel (info: 015.0990725, 349.4512088, maffeo.geologo@gmail.com).

7 IL BOSCO DEL SORRISO
Gli alberi fanno bene alla salute. E ci rendono felici. È quello che si scopre nel Bosco del Sorriso, un percorso che parte dal Bocchetto Sessera, a circa metà della Panoramica Zegna, e s’inoltra nella Alta Valesessera. Lo ha progettato l’esperto di bioenergetica Marco Nieri, che ha studiato le piante della zona e indicato su cartelli disseminati lungo il sentiero gli effetti che larici, abeti, betulle e faggi hanno sul nostro sistema energetico e pisco-fisco. Influssi diversi a seconda del tipo di albero, che non solo si leggono ma si respirano e si vivono, lungo la facile passeggiata (4,6 km) con soste in piacevoli aree relax allestite con sedute in pietra e grandi libri in legno di cedro, con incise favole ispirate al bosco, meraviglia per i bambini.   

8 PASSEGGIATA ALLE TEGGE: LA STRADA DELL'ALPE ARTIGNAGA
Dal Bocchetto Sessera in un’ora di passeggiata lungo un sentiero (16) percorribile in mtb si sale a uno degli alpeggi più belli dell’Oasi: l’Alpe Artignaga sorprende con le sue caratteristiche baite, chiamate tegge, oggi ristrutturate, raccolte in un’ampia conca proprio sotto la mole della Cima delle Guardie. D’inverno la strada dell’Artignaga è una delle piste più amate dagli sciatori di fondo, che a Bocchetto Sessera hanno a disposizione numerosi tracciati.   
9 POLENTA IN BAITA. E BAGNO AL TORRENTE
Un autentico rifugio di montagna, a 1100 metri, in Alta Valsessera, aperto da giugno a ottobre e animato da feste ed eventi tutta estate, settembre compreso. 24 i posti letto. In tavola, polenta e piatti tipici, dolci e pane fatto in casa. Il Rifugio Piana del Ponte si raggiunge percorrendo un sentiero per lo più in discesa, partendo dal Bocchetto Sessera, o lasciando l’auto alla Casa del pescatore e proseguendo a piedi, lungo il tracciato segnalato F10, che costeggia il torrente Sessera e arriva alla Piana del Ponte in 35 minuti di cammino. Per rinfrescarsi all'arrivo, vicino al rifugio si può fare il bagno al torrente,  in tre piccole piscine naturali.   

10 LA VALLE CERVO
Dal Bocchetto Sessera, la Panoramica Zegna scende verso questa valle, regalando suggestioni nuove. Il paesaggio cambia: si fa più aspro e spigoloso. Modellata dai ghiacciai e dal torrente da cui prende il nome, la Valle Cervo è l’unica del Biellese con caratteristiche alpine. Una montagna dura e grigia come le particolari rocce magmatiche che la caratterizzano, fra cui la sienite. Da visitare il borgo di Rosazza, per le sue architetture e l’alone di mistero legato alla presenza di simboli esoterici e massonici.  


venerdì 3 luglio 2020